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Scorgo il tuo volto da un piccolo occhiello
oblò rotondo con vista sul tuo mondo
concede a me il tuo sguardo
ma non la tua mente
Indugio adorante nella tua calda dimora
che offre ospitalità sì
ma lasciandomi al confine di una striscia di sale
maleficio infame o un' ingenua speranza
Camminando tra uno spazio bianco e uno nero
sbuffo sul tuo collo pieno il mio alito caldo
poiché vivo nel ricordo
mai nell' orizzonte
Abbracci sincero il mio corpo svogliato
le mie poche forme sul lenzuolo arruffato
due tracce sterili ed il mio mesto sorriso
la moglie di sale s' impone il distacco
Lo sento già dentro
nelle vene che si fanno sempre più chiuse
nella poca pazienza, nella non incuranza
nella mia voce stanca
Cercami più avanti sì
dove la rivalsa non ha più un peso
fermati pure ma con il pensiero
Resto sospesa nel mio piccolo mondo
nella mia casa senza barriere
pochi occhielli tende o catene